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Unitariamente divisi: i tormenti del sindacato – Economia

È stato il giorno di una possibile riscossa sindacale. Ma anche il giorno delle divisioni e degli appelli unitari. La nuova divaricazione tra le confederazioni sindacali sembra segnata. È come se Epifani da una parte e Bonanni dall’altra, giunti ad un bivio, avessero intrapreso strade diverse. E non sarà un bene per le possibilità di successo del mondo del lavoro. Ma chi ha ragione e chi ha effettivamente abbandonato il convoglio unitario? È vero, la Cgil ha occupato le piazze ieri da sola. Era giunta però a questa decisione dopo che la Cisl aveva respinto ogni proposta di mobilitazione.Non si può non ricordare come Guglielmo Epifani abbia speso energie, fin dall’inizio del suo insediamento in qualità di segretario generale della Cgil, a favore del ripristino dell’unità sindacale. Non mancando di scontrarsi con opinioni diverse presenti nella sua stessa organizzazione.Ed era riuscito a ritessere una tela di rapporti unitari in coincidenza, del resto, con atteggiamenti aperturisti della Cisl di Bonanni. Anche ieri, parlando di uno sciopero nella scuola non più rinviabile, viste le scelte del governo, si è augurato una scelta unitaria. Temiamo che non ci possa essere. Nella Cisl oggi non mancano certo le proteste circa i diktat della ministra Gelmini ma non s’intende passare all’azione. È indetta un’assemblea a Roma per il 4 ottobre dedicata ai problemi in larga misura sollevati dalla stessa Cgil, ovverosia occupazione, salari, difesa dei diritti dei lavoratori e del pensionati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79430

Ottobre 3, 2008 Pubblicato da softwbergo | bbc news | , , , , , | Ancora nessun commento.

L’amore in una cella, una testimonianza – Interni

È il dramma che non si racconta. Che tutti vivono in silenzio dentro la cella: quello di non poter toccare la pelle di una donna o anche di sentirne solo la voce anche lontano dal chiasso della sala colloqui. Elton Kalica, detenuto albanese racconta il suo dramma e i problemi in un lungo intervento pubblicato proprio da Ristretti Orizzonti, e scritto al termine di una sorta di tavola rotonda sul sesso, amore negato e carcere. Una lettera dura, cruda e diretta in cui Elton Kalica racconta il suo dramma, rimane in carcere dieci anni, che è poi quello che accomuna buona parte dei detenuti presenti nelle carceri d’Italia. (d.m.) «Qualche mese fa, leggendo dei giornali provenienti dall’Albania, il mio paese, mi sono imbattuto in una notizia che ho subito raccontato ad un detenuto italiano, che ha reagito in un modo che ho trovato assai singolare. Dico questo perché, nonostante i dieci anni passati in un carcere italiano, a volte mi trovo in difficoltà a capire certi comportamenti delle persone che ho intorno. La notizia in questione riguardava una protesta messa in atto dai detenuti delle carceri albanesi in seguito ad una circolare del Ministero che riduceva l’orario del cosiddetto ‘colloquio intimo’. «In tutte le carceri del Paese, dopo aver appreso la notizia, i detenuti hanno cominciato a manifestare la loro contrarietà sbattendo le pentole contro le sbarre e chiedendo il ripristino del vecchio orario. Il colloquio intimo è un istituto ereditato dal precedente regime comunista e che, in questi quindici anni di liberismo, è riuscito a sopravvivere e non è mai stato messo in discussione, eccetto questa modifica dei tempi che, secondo il governo, è stata imposta dal sovraffollamento, e quindi le stanze dell’intimità costruite per ospitare i condannati e le loro famiglie non bastano più per tutti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79578

Ottobre 3, 2008 Pubblicato da softwbergo | violanews | , , , , | Ancora nessun commento.

Militari nel Casertano, nuovo scontro Maroni – La Russa

Nuovo affondo del ministro dell’Interno Roberto Maroni nei confronti del collega della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso della trasmissione Matrix. Il ministro dell’Interno per ben due volte ha criticato le affermazioni di La Russa, anche se non lo ha mai nominato. Prima il ministro è tornato a definire quella con la camorra una «guerra civile» ribadendo che non si tratta di una «guerra tra bande» come l’aveva definita La Russa. E successivamente ha sottolineato che l’invio dei militari «sarà coordinato dalle prefetture, e cioè dal ministero dell’Interno». Maroni non ha esplicitamente citato La Russa, ma in due occasioni ha ‘corretto’ delle affermazioni fatte dal ministro della Difesa nei giorni scorsi. La prima è arrivata quando Maroni ha risposto a una domanda sul fatto che vi fosse o meno un problema di consenso alla camorra in Campania. «Il problema c’è ed è forse il problema più serio – ha detto – non siamo in presenza di una lotta tra bande per avere il predominio, dove la comunità è vittima di una violenza, ma siamo in presenza di un sistema articolato che garantisce reddito e si propone di essere Stato nello Stato. Sono le cose che ho detto al Senato e quando un ministro dell’Interno lo dice nella solennità dell’aula del Senato, lo dice a ragion veduta». Quanto all’invio e all’utilizzo dei militari in Campania, Maroni rispondendo a Mentana che gli faceva presente che è «terreno del ministro La Russa», Maroni ha risposto: «No, no.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79533

Ottobre 3, 2008 Pubblicato da softwbergo | Uncategorized | | Ancora nessun commento.